Come si costruisce una tromba

Yamaha Trumpet Factory Tour with Jens Lindemann

Un tour, guidato da Jens Lindemann, nella fabbrica della Yamaha.

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Giacomo Tantillo in concerto alla Casa del Jazz di Roma

Comunicato stampa

  

Giovedì 14 febbraio, alle 21.00, Giacomo Tantillo in concerto alla Casa del Jazz di Roma per presentare “Water Trumpet”. Con lui sul palco un quartetto d’eccezione formato da Andrea Rea al pianoforte, Giovanni Villafranca al contrabbasso ed Enrico Morello alla batteria.

Sito
www.giacomotantillo.com

Facebook
https://www.facebook.com/GiacomoTantilloOfficial

Formazione
Giacomo Tantillo, tromba
Andrea Rea, pianoforte
Giovanni Villafranca, contrabbasso
Enrico Morello, batteria

Giovedì 14 febbraio 2019, ore 21.00
Casa del Jazz, Viale di Porta Ardeatina
55 00153 Roma

Biglietti
Ingresso: € 10.00
Riduzioni: I love Auditorium, Conservatorio

Contatti:
tel. 0680241281
info@musicaperroma.it

Orari biglietteria Casa del Jazz
La biglietteria è aperta al pubblico nei giorni di spettacolo dalle ore 19 fino a 30 minuti dopo l’inizio degli eventi.

Biglietteria on line

Call Center Zètema (Comune di Roma)
Tel. 06.06.08
(servizio con tariffa urbana del Comune di Roma, attivo tutti i giorni dalle ore 9:00 alle ore 19:00)

Call Center TicketOne
Tel. 892101 (servizio a pagamento).
Dal lun al ven 8:00-21:00; sab: 9:00-17:30; dom chiuso.

Gaito Ufficio Stampa e Promozione
Guido Gaito info@gaito.it
Via Vincenzo Picardi 4C Roma

Water Trumpet

Comunicato stampa

Water Trumpet è il titolo del nuovo album del trombettista Giacomo Tantillo, in uscita lunedì 11 dicembre e presentato in anteprima domenica 9 all’Auditorium Rai di Palermo. Ad accompagnare Tantillo in questo progetto, totalmente autoprodotto, un quartetto d’eccezione formato da Andrea Rea al pianoforte, Matteo Bortone al contrabbasso ed Enrico Morello alla batteria.

Water Trumpet è un’opera prima, la realizzazione di un progetto in cui Tantillo ha impegnato tutto se stesso, elaborando e limando i brani fin nel dettaglio. Ideato nell’arco di due anni, l’album è il frutto delle esperienze artistiche e umane, a cavallo tra la Sicilia e il periodo di studi al Berklee College of Music di Boston. Esperienza, quest’ultima, che ha cambiato in maniera significativa la musica di Tantillo.

Connubio di lirismo e tecnica, sintesi autentica dello spirito audace e visionario di un musicista alla ricerca della sua voce, Water Trumpet è anche, letteralmente, una tromba con l’acqua dentro, ironica e impertinente come chi ha avuto l’intuizione di osare solo immaginarla. Tantillo, infatti, rispondendo a una sfida che gli era stata lanciata, versa dell’acqua nella sua tromba, improvvisa poche note e si rende conto che il suono è cambiato fino a farsi torbido. È così che nasce il brano “Water Trumpet”, unico e inconfondibile, tanto da diventare il titolo stesso dell’album.

Pur essendo il primo come titolare, Giacomo Tantillo aveva già registrato un album d’esordio, Rewind, inciso insieme a Francesco Patti a seguito del premio ex-equo nella XVI edizione del Premio Internazionale Massimo Urbani per solisti Jazz. Ma con Water Trumpet, Tantillo compie qualcosa di diverso grazie anche all’intesa con i musicisti del suo quartetto che hanno abbracciato il progetto come fosse il loro. Attingendo alle sue esperienze di vita legate sia alla Sicilia che all’America, Tantillo va alla ricerca di una connessione tra quei due mondi apparentemente così distanti, una sintesi che sembra passare proprio attraverso l’acqua versata fortuitamente nello strumento. Infatti, se da una parte nell’album si possono ascoltare musiche originali di Tantillo, dall’altra non manca l’omaggio al musicista statunitense Woody Shaw con i brani Stepping Stone e In case you haven’t heard.

Questo innovatore del linguaggio improvvisativo trombettistico non ha ancora conquistato il suo giusto spazio – secondo Tantillo che sceglie di inserirlo proprio perché – Non capita spesso di sentire la sua musica ma è un trombettista inimitabile ed è grazie a lui se ho preso una direzione personale, sperando di trovare davvero la mia voce.

Reminiscenze vaghe del timbro o del fraseggio di Shaw si ritrovano nei brani di Tantillo, come è il caso di Spottino composto alla fine del periodo di studio al Berklee College of Music di Boston. Ma per il trombettista palermitano non si tratta mai di riprendere lo stile di qualcun altro (fosse anche Shaw), piuttosto di filtrare quelle musiche attraverso la propria sensibilità, per farne qualcosa di nuovo. È il caso di Valentine che rimanda all’altra Funny Valentine di Miles Davis pur risultando completamente differente all’ascolto.

Dall’altro lato dell’oceano, invece, si ritrovano i brani ‘mediterranei’ di Tantillo come Il balcone del marchese scritto tra le sale da ricevimento di un giovane rampollo siciliano, allievo del trombettista. Una melodia calda si mescola a una costruzione armonica più ruvida fatta di accordi ibridi e alterati, il connubio perfetto per descrivere le contraddizioni di una villa nobiliare sopravvissuta alla modernità. E poi c’è Nei meandri dei Parrini, il vecchio borgo medievale che Giacomo attraversa ogni giorno per andare al lavoro.

Storie di vita raccontate in musica con la leggerezza dell’(auto)ironia, capaci in pochi tratti di evocare luoghi e situazioni tra loro lontanissimi ma tutti riversati, come un oceano, nella tromba di Tantillo

Sito
www.giacomotantillo.com

Facebook
https://www.facebook.com/GiacomoTantilloOfficial

Formazione

Giacomo Tantillo, tromba
Andrea Rea, pianoforte
Matteo Bortone, contrabbasso
Enrico Morello, batteria

Tracklist

  • 01 Spottino (G. Tantillo) 06:21
  • 02 Valentine (G. Tantillo) 07:03
  • 03 Stepping Stone (W. Shaw) 05:54
  • 04 Il balcone del Marchese (G. Tantillo) 07:50
  • 05 In case you haven’t heard (W. Shaw) 06:16
  • 06 Water Trumpet (G. Tantillo) 02:50
  • 07 Nei meandri dei parrini (G. Tantillo) 05:02
  • 08 Baby (G. Tantillo) 05:01

Recorded, mixed and mastered at Artesuono, Cavalicco (UD) – Italy on march 21 and 22, 2018 bu Stefano Amerio

Produced by Giacomo Tantillo
Cover by Christian Suriano
Photos and graphic project by Valentina Suriano

Gaito Ufficio Stampa e Promozione
Guido Gaito info@gaito.it
Via Vincenzo Picardi 4C Roma

Andrea Tofanelli from Tokyo Ginza Studios 2016

E’ Sempre uno spettacolo ascoltare lo straordinario Andrea Tofanelli. In questo video di un paio d’anni fa possiamo apprezzare, oltre alla sua eccezionale estensione, una maturità espressiva che si completa con una brillante vena improvvisativa di ottimo pregio. Il concerto si è tenuto in Giappone a Tokyo agli Ginza Studios in un Tour tenuto nel maggio del 2016 per la Yamaha. A. Tofanelli è accompagnato da: Tomohiro Sunada (piano) Tetsuya Hayakawa (bass) Setsu Fujii (drums); in un brano: Eisuke Yamamoto (trumpet, flugel) Kazuaki Kikumoto (trumpet, flugel).

Qualche anno fa ho avuto il piacere di suonare con Andrea Tofanelli ed ho colto l’occasione per fargli qualche domanda. QUI potete leggere l’intervista.

ENRICO RAVA 5et feat. JOE LOVANO TOUR EUROPEO

Comunicato stampa

Enrico Rava e Joe Lovano ritornano insieme, dopo più di vent’anni in un quintetto d’eccezione che unisce jazzisti di grande valore, provenienti dagli Stati Uniti, come Dezron Douglas al contrabbasso e Gerald Cleaver alla batteria, e dall’Italia come Giovanni Guidi al pianoforte.

Prima tappa del tour europeo, venerdì 26 ottobre al Teatro Pmx per Padova Jazz Festival. A seguire, sempre in ottobre, lunedì 29 al Belgrado Jazz Festival e mercoledì 31 al Nasjonal Jazz Scene di Olso. A novembre, venerdì 2 al Teatro dell’Arte per il JazzMi di Milano, sabato 3 al Teatro Zancanaro di Sacile (PN), domenica 4 all’Auditorium S. Giacomo a Forli, lunedì 5 a The Nicolaus Hotel di Bari, mercoledì 7 in Lussemburgo alla Philarmonie, giovedì 8 al Jazzonze di Losanna, venerdì 9 a Centro Congressi della Fiera di Cagliari per il Festival Internazionale Jazz sabato 10 all’Auditorium Parco della Musica di Roma e domenica 11 all’Auditorium RSI di Lugano.

La musica originale di questo nuovo progetto è principalmente scritta da Rava, con l’inserimento di qualche standard, per dare vita a un jazz moderno, lirico, coinvolgente ed emozionante come non capita spesso di ascoltare. Una vera e propria illuminazione delle voci individuali di ciascuno di questi musicisti straordinari.

Enrico Rava, da sempre impegnato nelle esperienze più diverse e più stimolanti, è apparso sulla scena jazzistica a metà degli anni sessanta, imponendosi rapidamente come uno dei più convincenti solisti del jazz europeo. La sua schiettezza umana e artistica lo pone al di fuori di ogni schema e ne fa un musicista rigoroso ma incurante delle convenzioni. La sua poetica immediatamente riconoscibile, la sua sonorità lirica e struggente sempre sorretta da una stupefacente freschezza d’ispirazione, risaltano fortemente in tutte le sue avventure musicali.

Joe Lovano compositore, strumentista e organizzatore cresciuto a Cleveland e svezzatosi nell’orchestra di Thad Jones e Mel Lewis, trasferitosi a New York è stato ben presto riconosciuto da pubblico e critica come uno dei più importanti e originali musicisti ad emergere dalla scena musicale jazz degli anni 80 e 90. Basti ricordare la quasi ventennale partecipazione al trio di Paul Motian con Bill Frisell o alle collaborazioni che hanno spaziato da Hank Jones a John Scofield. Il suo suono inimitabile così moderno e così debitore ai grandi del passato da Coleman Hawkins a John Coltrane è un grande piacere per tutti gli ascoltatori.

Dezron Douglas e Gerald Cleaver costituiscono una delle ritmiche più creative e affidabili del panorama internazionali. Le loro collaborazioni sono innumerevoli: tra le tante, Douglas con Ravi Coltrane, Louis Hayes, Eric Reed, Cyrus Chestnut, Cleaver con Roscoe Mitchell, Miroslav Vitous, Charles Lloyd, Craig Taborn, William Parker.

Il più giovane del quintetto è il pianista di 33 anni Giovanni Guidi, già compagno di tante avventure con Rava da quando aveva 19 anni e titolare di propri gruppi con cui ha inciso già quattro album a suo nome in casa ECM. È uno dei musicisti più apprezzati della sua generazione, sempre alla ricerca di soluzioni non banali come improvvisatore, compositore e bandleader.

Formazione

Enrico Rava, tromba
Joe Lovano, sax
Giovanni Guidi, pianoforte
Dezron Douglas, contrabbasso
Gerald Cleaver, batteria

Tour

26/10 Padova, Teatro PMX
29/10 Belgrado (Serbia)
31/10 Oslo (Norvegia)
02/11 Milano, Teatro dell’Arte Triennale
03/11 Sacile, Teatro Zancanaro
04/11 Forlì, Auditorium S. Giacomo
05/11 Bari, The Nicolaus Hotel
07/11 Lussemburgo, Philarmonie
08/11 Losanna (Svizzera)
09/11 Cagliari, Centro Congressi della Fiera
10/11 Roma, Auditorium Parco della Musica
11/11 Lugano (Svizzera)

Gaito Ufficio Stampa e Promozione
Guido Gaito info@gaito.it | guido@gaito.it
Via Vincenzo Picardi 4C 00197 Roma

Fabrizio Bosso in tour negli Stati Uniti

Comunicato stampa

Il 13 giugno 2018 parte il serrato tour americano di Fabrizio Bosso con il suo quartetto, da Chicago a New York, passando per Greensboro e Washington, dove suonerà per tre date.
Da poco rientrato dal tour in Cina patrocinato da Umbria Jazz, il quartetto di Bosso sarà in concerto per sei date negli Stati Uniti in cui presenterà il progetto “State of the Art”.

Il 13 giugno prima data al Jazz Showcase di Chicago, il 15 giugno al Van Dyke Performance Space di Greensboro nel North Carolina, i cui proventi andranno a favore della ricostruzione della scuola locale distrutta dal recente tornado, il 17 giugno al DC Jazz Festival di Washington, poi, sempre a Washington, il 18 giugno all’Auditorium dell’Ambasciata d’Italia e il 19 giugno alla Residenza dell’Ambasciatore d’Italia. Il tour americano si chiuderà con il concerto del 20 giugno all’Auditorium dell’Istituto Italiano di Cultura di New York.

Il pianista Julian Oliver Mazzariello, il contrabbassista Jacopo Ferrazza e il batterista Nicola Angelucci, sono musicisti che ormai da anni condividono il palco con Fabrizio Bosso; un’esperienza artistica sublimata dagli ultimi due dischi, “State of the Art”, doppio album live uscito ad aprile 2017 e registrato dal vivo durante i concerti del quartetto a Roma, Tokyo e Verona, e “Merry Christmas Baby”, uscito a dicembre 2017.

“State of the Art” rappresenta un’istantanea fedele di una fase tra le più felici nella carriera del trombettista che ha voluto fissare alcuni momenti memorabili e che ora ripropone, per viverli con rinnovata energia e rivestirli con nuovi colori e sempre nuove idee. Uno Stato dell’Arte, quello di Bosso e del suo quartetto, che si esprime in un dialogo autentico, forte e pieno di espressività. Nel repertorio, oltre agli standard e all’improvvisazione, regina indiscussa di questa formazione, emerge anche la peculiare cifra compositiva di Bosso che, sempre riconoscibile, si esprime in brani originali come Rumba For Kampei, Mapa, Black Spirit, Dizzy’s Blues o Minor Mood.

Il lungo tour di “State of the Art”, iniziato nel 2016, ha toccato, oltre l’Italia, la Polonia, la Spagna, la Repubblica Ceca, la Corea, il Giappone e la Cina.

Formazione
Fabrizio Bosso, tromba
Julian Oliver Mazzariello, pianoforte
Jacopo Ferrazza, contrabbasso
Nicola Angelucci, batteria

Tour
13/6 Jazz Showcase Club, Chicago
15/6 Van Dyke Performance Space, Greensboro
17/6 DC Jazz Festival, Washington
18/6 Auditorium Ambasciata d’Italia, Washington
19/6 Residenza Ambasciatore d’Italia, Washington
20/6 Istituto Italiano di Cultura, New York

www.fabriziobosso.eu
www.facebook.com/fabriziobossomusic

Gaito Ufficio Stampa e Promozione
Guido Gaito info@gaito.it | guido@gaito.it
+39 329 0704981 | + 39 06 45677859
Via Vincenzo Picardi 4C 00197 Roma

Management Giovanna Mascetti
management@fabriziobosso.eu

Louis Dowdeswell

Girovagando sulla “rete” mi sono ritrovato ad ascoltare, con meraviglia e stupore, questo giovane trombettista pieno di talento: Louis Dowdeswell, vale la pena ascoltarlo con attenzione. Impressionante la sua facilità nel suonare nel registro sovracuto con apparente semplicità e con una impostazione, a mio avviso, perfetta.

Gabriel Oscar Rosati

Ricevo da Gabriel Oscar Rosati, ottimo trombettista con molteplici e significative esperienze in USA e in altri paesi del Sud America, questo messaggio che volentieri pubblico… Il video, a mio parere è veramente interessante.
Un “in bocca al lupo…” a Gabriel per il suo rientro in California.

Ciao cari!!!  Volevo solo salutarvi con un video in italiano (forse l’ultimo..) perché ritorno negli U.S.A. a vivere e lavorare! Dopo qualche anno di “prova” a rientrare in Italia… Ritorno a casa… Los Angeles.  Se volete pubblicare il mio link sarebbe molto gentile..  https://www.youtube.com/watch?v=D5KGU-LpMac

Grazie infinite comunque.  Gab

Altri link video:

https://www.youtube.com/watch?v=6W-SYywfZ8A

https://www.youtube.com/watch?v=dPh3G7cPmnA

https://www.youtube.com/watch?v=dGf1yNAjGbk


www.gabrielrosati.com

http://gabrielrosati.weebly.com/


Gabriel Oscar Rosati
“DEAN MARTIN” Prize winner (2014)

Teacher of Analysis & Composition of Polirhythmies in the African, Asian and Latin American music at the Music Conservatory of Pescara. (2010)

 “BEST JAZZ” Nomination at the “ORANGE COUNTY MUSIC AWARDS” – California (2008)
On the cover of american “JAZZ PLAYER” magazine june/july (1999)

You Tube

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