Intervista ad Andrea Giuffredi


Avevo già parlato di Andrea Giuffredi in un precedente articolo, adesso vi propongo questa intervista rilasciata appositamente per i lettori di TrumpetClub. Ringrazio Andrea per la disponibilità e la gentilezza nel rispondere alle domande.

Brevemente, per chi ancora non conosce A. Giuffredi diciamo che è un trombettista come pochi in Italia, nel senso che riesce a suonare, con la stessa abilità e padronanza tecnico-musicale, sia il repertorio classico che jazz e pop. La grande esperienza maturata nei diversi campi lo porta ad essere considerato oggi tra i migliori trombettisti nazionali ed internazionali. Ricercatissimo, in Italia e all’estero, per concerti da solista, masterclass e incisioni. Vanta una lunga serie di registrazione in diversi Cd di vario genere e a suo nome ha inciso 3 Cd: “L’anacoreta”, “Forme d’arte” e l’ultimo disco “Tribute to Luciano Pavarotti”. Sul suo sito internet www.andreagiuffredi.com, molto ben fatto e ricco di informazioni potete leggere di lui, ascoltarlo ed essere al corrente dei suoi prossimi concerti. Andrea Giuffredi ha recentemente preso parte al tour come prima tromba solista nell’orchestra della filarmonica del Teatro alla Scala diretta da Ennio Morricone, e dal 1992 è titolare della cattedra di tromba presso l’ “Accademia Internazionale della Musica” di Milano.

Le domande:

D) – Tu sei un trombettista molto versatile, come riesci a conciliare tecnicamente, i diversi modi di suonare della musica jazz e classica?
R – Tecnicamente penso che non ci sia differenza tra suonare jazz e classica, Wynton insegna questo magistralmente in modo indiscutibile, la differenza è nella pronuncia nell’approccio, ma non sul fatto fisico e tecnico di suonare la tromba, almeno secondo la mia opinione

D) – Per mantenerti in forma con il tuo strumento quanto tempo studi? Che tipo di allenamento fai; dedichi più tempo alla tecnica o alla preparazione dei brani?
R – Premetto che non sono uno studioso troppo metodico, comunque 1 ora o 2 al giorno le faccio sempre, alterno a periodi dove faccio più Stamp, Clarke, vocalizzi ad altri dove suono direttamente i brani che devo suonare poi nei concerti, oppure suono semplicemente a ruota libera divertendomi senza seguire una scaletta precisa, suonando canzoni, concerti o allenandomi sugli Aebersold etc… (diciamo che negli ultimi anni mi trovo bene con questa pratica, ma in passato sono stato anche molto metodico e quando serve posso ritornare ad esserlo…)

D) – Hai una certa facilità a suonare anche nel registro sovracuto, è una dote naturale o hai dovuto conquistare questo risultato, con studi specifici e fatica?
R – Si anche nel registro sovracuto me la cavo, anche se non e’ la mia specializzazione e altri trombettisti ben noti sono più ferrati di me in questo pratica.
E’ una dote naturale sono sempre salito abbastanza bene, poi alcuni anni fa, forse una decina, ho provato a specializzarmi in questo e salivo senza problemi oltre il Do bisacuto, ma per mantenere questo registro mi occorreva troppo sacrificio e impegno a livello di studio, quindi ho preferito non specializzarmi in questo settore, anche perché mi avrebbe precluso troppo altri modi di esprimermi a cui ero e sono interessato.
No adesso non faccio studi specifici per i sovracuti, semplicemente suonando cerco di toccare questo registro un po’ tutti i giorni, senza però volerlo sviluppare all’estremo, come dicevo prima.

D) – Quale abbinamento tromba-bocchino usi nei tuoi concerti? E’ lo stesso per la musica classica e il jazz o scegli una combinazione diversa a seconda del genere musicale?
R – Uso un bocchino monette B2.5 Prana che è un bocchino grosso sinfonico-jazz, lo uso un pò per tutto, poi se ho dei brani acuti di musica leggera cambio e prendo il Giardinelli 12 S, oppure ancora meglio preparo due trombe su palco una col bocchino grosso e una col piccolo e le uso a secondo di quello che mi serve. Nel classico comunque uso sempre il B 2.5 Prana.
Come tromba ora sto usando una vecchia Bach 72 in attesa di una nuova Monette Prana 3

D) – Secondo te, la tromba ideale quali caratteristiche deve avere?
R – Per primo deve essere intonatissima, e’ la cosa fondamentale, poi deve essere centrata come suono, non troppo scura non troppo chiara, il suono deve correre e deve avere una bella macchina.

D) – In molti tuoi brani fai spesso uso di sovraincisioni della tromba, come mai?
R – Ho iniziato a fare queste sovraincisioni nel 2000 o forse prima, così per passione verso i marchingegni elettronici, poi ho visto che era divertente e mi usciva qualcosa di molto creativo ed ecco che sono usciti “Forme d’arte ” e “L’anacoreta”.

D) – Quale trombettista, o esperienza, consideri importante per la tua carriera musicale?
R – Per quanto riguarda i trombettisti direi quelli che ho avuto la fortuna di incontrare: Wynton Marsalis per primo, poi Allen Vizzutti, Randy Brecker il mitico Doc Severinsen, poi quando andai all’ITG nel 2004 ne incontrai parecchi…e fu’ un enorme stimolo. Anche l’esperienza dei concerti in duo con Joe Alessi primo trombone New York Philharmonic fu’ molto elettrizzante…Per il resto, in tanti anni, ho tante cose belle da ricordare la Messa in Si minore di Bach alla scala con Muti, i concerti con Luciano Pavarotti, Andrea Bocelli, Ennio Morricone e tutti i teatri e le sale da concerto più belle nel mondo dove ho avuto la fortuna e il privilegio di poter suonare.

D) – Quali sono i tuoi progetti attuali e futuri?
R – Portare avanti il discorso solistico con il mio quartetto e come solista ospite in diversi ambiti musicali.
Sarò di nuovo negli Stati Uniti nel 2009 dove suonerò il concerto per tromba di Harry James! Poi ancora sarò artista ospite all’ ITG a Sydney nel 2010
Per quanto riguarda la discografia è appena uscito negli Stati Uniti “Tribute to Luciano Pavarotti” etichetta Summit Records

D) – Qualche consiglio per migliorare il suono e l’estensione, sono importanti metodi come il Caruso, Stamp, Colin e altri? Qual’è il tuo parere?
R – Per il suono bisogna migliorare la concezione di “sound” che si ha nella testa, ma esercizi giornalieri sui vocalizzi e note lunghe aiutano.
Per l’estensione bisogna capire come fare (non è facile lo so…), più che puntare ad uno studio iper massacrante, cioè non e’ tanto lo stamp o il clarke qualsiasi cosa che suoni potrebbe andar bene, l’ importante e’ che vai alla ricerca di un modo di suonare senza faticare troppo.  Questo ti porterà anche a migliorare l’ estensione.
La filosofia è questa: con poco ottenere tanto.
“Con poco sforzo ottenere un suono tanto grosso”
“Con tanto sforzo ottenere un suono piccolo”
quale preferite ?
Poi è ovvio nella pratica musicale vera, una componente di forza c’e’ sempre e ci deve essere, ma deve essere una forza mai rigida, io mi sono basato molto su questa filosofia, e per me credo abbia funzionato, ciao!

L'ultimo disco di A.GIUFFREDI

Andrea su Myspace: www.myspace.com/andreagiuffredi

Questi alcuni video da youtube:

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Pubblicato il luglio 25, 2008 su INTERVISTE, Trombettisti Italiani. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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