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Intervista a Fulvio Sigurtà

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Vi presento una recente intervista che Fulvio Sigurtà ha gentilmente concesso a TrumpetClub. Fulvio come dicevamo in un precedente post di presentazione del suo ultimo disco, è una gradita rivelazione e si sta mettendo in luce a livello internazionale grazie alla sua freschezza improvvisativa e compositiva, supportate da una preparazione tecnico-strumentale eccellente. Con molto piacere gli ho rivolto alcune domande:

D – Ho letto, nella tua biografia, che hai cominciato a studiare la tromba da giovane in banda. Raccontaci come è nata questa passione…

Ciao , diciamo che ho iniziato da bambino, mio fratello , di tre anni più vecchio aveva iniziato a studiare clarinetto ai corsi della banda , che si tenevano tutti i sabati pomeriggio. E quando dopo qualche mese di solfeggio (pace alla buon anima del sig. Bona……..) arrivo’ a casa con un clarinetto . Ricordo un fascino pazzesco uscire da quella custodia , cosi come emozionante fu tornare a casa poco più di un anno dopo con una vecchia ( ma luccicante dopo la lucidatura) tromba marcata “Desidera”. Leggi il resto di questa voce

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Intervista ad Andrea Giuffredi

Avevo già parlato di Andrea Giuffredi in un precedente articolo, adesso vi propongo questa intervista rilasciata appositamente per i lettori di TrumpetClub. Ringrazio Andrea per la disponibilità e la gentilezza nel rispondere alle domande.

Brevemente, per chi ancora non conosce A. Giuffredi diciamo che è un trombettista come pochi in Italia, nel senso che riesce a suonare, con la stessa abilità e padronanza tecnico-musicale, sia il repertorio classico che jazz e pop. La grande esperienza maturata nei diversi campi lo porta ad essere considerato oggi tra i migliori trombettisti nazionali ed internazionali. Ricercatissimo, in Italia e all’estero, per concerti da solista, masterclass e incisioni. Vanta una lunga serie di registrazione in diversi Cd di vario genere e a suo nome ha inciso 3 Cd: “L’anacoreta”, “Forme d’arte” e l’ultimo disco “Tribute to Luciano Pavarotti”. Sul suo sito internet www.andreagiuffredi.com, molto ben fatto e ricco di informazioni potete leggere di lui, ascoltarlo ed essere al corrente dei suoi prossimi concerti. Andrea Giuffredi ha recentemente preso parte al tour come prima tromba solista nell’orchestra della filarmonica del Teatro alla Scala diretta da Ennio Morricone, e dal 1992 è titolare della cattedra di tromba presso l’ “Accademia Internazionale della Musica” di Milano.

Le domande:

D) – Tu sei un trombettista molto versatile, come riesci a conciliare tecnicamente, i diversi modi di suonare della musica jazz e classica?
R – Tecnicamente penso che non ci sia differenza tra suonare jazz e classica, Wynton insegna questo magistralmente in modo indiscutibile, la differenza è nella pronuncia nell’approccio, ma non sul fatto fisico e tecnico di suonare la tromba, almeno secondo la mia opinione

D) – Per mantenerti in forma con il tuo strumento quanto tempo studi? Che tipo di allenamento fai; dedichi più tempo alla tecnica o alla preparazione dei brani?
R – Premetto che non sono uno studioso troppo metodico, comunque 1 ora o 2 al giorno le faccio sempre, alterno a periodi dove faccio più Stamp, Clarke, vocalizzi ad altri dove suono direttamente i brani che devo suonare poi nei concerti, oppure suono semplicemente a ruota libera divertendomi senza seguire una scaletta precisa, suonando canzoni, concerti o allenandomi sugli Aebersold etc… (diciamo che negli ultimi anni mi trovo bene con questa pratica, ma in passato sono stato anche molto metodico e quando serve posso ritornare ad esserlo…)

D) – Hai una certa facilità a suonare anche nel registro sovracuto, è una dote naturale o hai dovuto conquistare questo risultato, con studi specifici e fatica?
R – Si anche nel registro sovracuto me la cavo, anche se non e’ la mia specializzazione e altri trombettisti ben noti sono più ferrati di me in questo pratica.
E’ una dote naturale sono sempre salito abbastanza bene, poi alcuni anni fa, forse una decina, ho provato a specializzarmi in questo e salivo senza problemi oltre il Do bisacuto, ma per mantenere questo registro mi occorreva troppo sacrificio e impegno a livello di studio, quindi ho preferito non specializzarmi in questo settore, anche perché mi avrebbe precluso troppo altri modi di esprimermi a cui ero e sono interessato.
No adesso non faccio studi specifici per i sovracuti, semplicemente suonando cerco di toccare questo registro un po’ tutti i giorni, senza però volerlo sviluppare all’estremo, come dicevo prima.

D) – Quale abbinamento tromba-bocchino usi nei tuoi concerti? E’ lo stesso per la musica classica e il jazz o scegli una combinazione diversa a seconda del genere musicale?
R – Uso un bocchino monette B2.5 Prana che è un bocchino grosso sinfonico-jazz, lo uso un pò per tutto, poi se ho dei brani acuti di musica leggera cambio e prendo il Giardinelli 12 S, oppure ancora meglio preparo due trombe su palco una col bocchino grosso e una col piccolo e le uso a secondo di quello che mi serve. Nel classico comunque uso sempre il B 2.5 Prana.
Come tromba ora sto usando una vecchia Bach 72 in attesa di una nuova Monette Prana 3

D) – Secondo te, la tromba ideale quali caratteristiche deve avere?
R – Per primo deve essere intonatissima, e’ la cosa fondamentale, poi deve essere centrata come suono, non troppo scura non troppo chiara, il suono deve correre e deve avere una bella macchina.

D) – In molti tuoi brani fai spesso uso di sovraincisioni della tromba, come mai?
R – Ho iniziato a fare queste sovraincisioni nel 2000 o forse prima, così per passione verso i marchingegni elettronici, poi ho visto che era divertente e mi usciva qualcosa di molto creativo ed ecco che sono usciti “Forme d’arte ” e “L’anacoreta”.

D) – Quale trombettista, o esperienza, consideri importante per la tua carriera musicale?
R – Per quanto riguarda i trombettisti direi quelli che ho avuto la fortuna di incontrare: Wynton Marsalis per primo, poi Allen Vizzutti, Randy Brecker il mitico Doc Severinsen, poi quando andai all’ITG nel 2004 ne incontrai parecchi…e fu’ un enorme stimolo. Anche l’esperienza dei concerti in duo con Joe Alessi primo trombone New York Philharmonic fu’ molto elettrizzante…Per il resto, in tanti anni, ho tante cose belle da ricordare la Messa in Si minore di Bach alla scala con Muti, i concerti con Luciano Pavarotti, Andrea Bocelli, Ennio Morricone e tutti i teatri e le sale da concerto più belle nel mondo dove ho avuto la fortuna e il privilegio di poter suonare.

D) – Quali sono i tuoi progetti attuali e futuri?
R – Portare avanti il discorso solistico con il mio quartetto e come solista ospite in diversi ambiti musicali.
Sarò di nuovo negli Stati Uniti nel 2009 dove suonerò il concerto per tromba di Harry James! Poi ancora sarò artista ospite all’ ITG a Sydney nel 2010
Per quanto riguarda la discografia è appena uscito negli Stati Uniti “Tribute to Luciano Pavarotti” etichetta Summit Records

D) – Qualche consiglio per migliorare il suono e l’estensione, sono importanti metodi come il Caruso, Stamp, Colin e altri? Qual’è il tuo parere?
R – Per il suono bisogna migliorare la concezione di “sound” che si ha nella testa, ma esercizi giornalieri sui vocalizzi e note lunghe aiutano.
Per l’estensione bisogna capire come fare (non è facile lo so…), più che puntare ad uno studio iper massacrante, cioè non e’ tanto lo stamp o il clarke qualsiasi cosa che suoni potrebbe andar bene, l’ importante e’ che vai alla ricerca di un modo di suonare senza faticare troppo.  Questo ti porterà anche a migliorare l’ estensione.
La filosofia è questa: con poco ottenere tanto.
“Con poco sforzo ottenere un suono tanto grosso”
“Con tanto sforzo ottenere un suono piccolo”
quale preferite ?
Poi è ovvio nella pratica musicale vera, una componente di forza c’e’ sempre e ci deve essere, ma deve essere una forza mai rigida, io mi sono basato molto su questa filosofia, e per me credo abbia funzionato, ciao!

L'ultimo disco di A.GIUFFREDI

Andrea su Myspace: www.myspace.com/andreagiuffredi

Questi alcuni video da youtube:

Due chiacchiere con Andrea Tofanelli

Con immenso piacere e grande onore, pubblico una intervista ad Andrea Tofanelli che gentilmente ha risposto ad alcune domande di TrumpetClub.

Andrea Tofanelli non ha bisogno di presentazioni, ma per qualche neofita della tromba o per chi ancora non segue le vicende legate al mondo trombettistico, possiamo sinteticamente dire che è tra i più grandi specialisti, a livello internazionale, esperto nel registro sovracuto e grande trumpet leader di jazz.

Un musicista con grande esperienza nei diversi generi musicali: classica, jazz, pop e altro. Un trombettista di grande professionalità tra i più richiesti per “condurre” le grandi big band e distinguerle con la sua energia e il suo “sound”. Quando conobbe il grande Maynard Ferguson fu invitato a suonare con la sua Big Bop Nouveau Band in Italia, Inghilterra e Stati Uniti. Attualmente collabora con l’orchestra americana di Paul Anka, col quale ha effettuato i Tour Europei 2007 e 2008 e molti altri concerti sia negli Stati Uniti che in Europa.
Il suo Curriculum è talmente vasto che vi consiglio di leggerlo dal seguente link www.andreatofanelli.com/curriculum 

Andrea è anche un ottimo insegnante: dal 2004 è docente di Tromba e Laboratorio d’Improvvisazione all’Istituto Musicale “Vecchi-Tonelli” di Modena, e dirige l’Orchestra Jazz dell’Istituto Musicale “L. Boccherini” di Lucca. Collabora con i corsi di perfezionamento organizzati dal “Festival Internazionale di Santa Fiora” (GR), “Sardigna Brass Academy” di Ploaghe, Associazione Artemixta di Barberino Val D’Elsa (FI), Campus Internazionale del Comune di Gallodoro (ME) finanziato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dalla Regione Sicilia, Florence International Music Campus di Firenze e Scuola N.C.D.M. di Cusano Milanino (MI), tenendo seminari e dimostrazioni strumentali anche per la Yamaha.

Personalmente ho avuto l’onore di conoscerlo e di suonare in sezione con lui, ho potuto apprezzare le sue enormi qualità tecnico-strumentali e musicali, ma anche quelle umane di grande disponibilità, sempre gentile e cordiale. Ecco a voi l’intervista

D) – Per suonare nel registro sovracuto bisogna avere una particolare predisposizione, oppure con uno studio “mirato” (tecniche o esercizi particolari) si possono raggiungere risultati importanti?
Andrea) – Direi entrambe le cose. La predisposizione oppure lo studio da soli non bastano. Occorre studiare tanto per ottenere una padronanza del registro che, comunque, non è mai sicura al 100%, e la predisposizione aiuta ad ottenere i risultati più in fretta o con maggior qualità. Specializzarsi come acutista è un lavoro estremamente faticoso e rischioso. Per fare un esempio, è come se si dovesse essere in grado TUTTI I GIORNI, fisicamente e tecnicamente, di partecipare alla finale olimpica del salto in alto…. Comunque, chiunque può migiorare il proprio registro acuto, grazie a pochi ma efficaci consigli e con uno studio regolare. Niente esercizi “mirati” ma comprensione di come funzionano alcuni meccanismi del suonare la tromba…e poi tanto studio e dedizione allo strumento.
D) – Nel tuo modo di suonare, quali di questi elementi consideri determinanti per suonare con sicurezza e potenza nel registro estremo della tromba? La lingua, il bocchino, il diaframma, le labbra o altro?
Andrea) – Per me, le cose più importanti sono: corretta impostazione e centratura del suono per ottenere la massima compressione dell’aria nel bocchino, muscolatura labiale, uso del corpo per comprimere al massimo l’aria nello strumento e gola aperta. Il bocchino serve a dare un certo tipo di suono al registro acuto, ma non lo incrementa. Ad esempio, io ottengo praticamente la stessa estensione con qualsiasi bocchino, ma ovviamente cambia il suono a seconda del bocchino che uso. Il diaframma non lo penso assolutamente, anzi: se penso a usare il diaframma nel modo in cui predicano molti insegnanti di tromba, perdo due ottave di estensione…. Stessa cosa per la lingua: a usarla troppo alta si perdono suono ed estensione. E la qualità del suono diventa orrenda.
D) – Quali metodi per lo studio ritieni di fondamentale importanza per lo sviluppo del registro sovracuto?
Andrea) – Concetti, non metodi. Applicare pochi ma fondamentali concetti. Per il resto, tutti i metodi attualmente in commercio vanno bene. Aumentare la propria estensione non è una forma di studio distaccata dallo studio generale della tromba. Applicando alcuni concetti basilari e soprattutto continuando ad usarli per tutta la vita, si migliora in tutto ciò che suoniamo, giorno dopo giorno. 
D) – Andrea tu collabori con la Yamaha da diverso tempo, ci puoi spiegare in che cosa consiste il tuo lavoro; stai sviluppando qualche progetto particolare?
Andrea) – Sto lavorando ad una tromba leggera con canneggio largo o addirittura extra-largo, in collaborazione con Thomas Lubitz e Bob Malone, ovvero le menti geniali della Yamaha. Nel frattempo, continuo ad usare la mia Xeno 8345 a canneggio largo. Io sono artista Yamaha da molto tempo ormai, e mi trovo benissimo. La Yamaha è eccezionale, sia come team di lavoro che come qualità di strumenti. Secondo me, sono i migliori in assoluto nel rapporto qualità-prezzo. In più, sono tutte persone gentilissime e che stravedono per il proprio lavoro, e credono fortemente in ciò che fanno, con un fortissimo spirito di squadra. Il loro intento è quello di dare il meglio del meglio al prezzo più conveniente. La mia impressione di artista Yamaha, facendo un paragone col calcio, è quella di giocare in una grande squadra di seria A. Io faccio anche il dimostratore per Yamaha, e sono “clinician”, ovvero dò seminari, clinics e master classes per loro. Sono contentissimo di far parte di questa grande squadra.
D) – Quale tra i grandi trombettisti, che tu hai conosciuto personalmente, ti ha permesso di capire  e migliorare la tua tecnica strumentale in modo determinante?  Chi ti ha arricchito musicalmente e umanamente?
Andrea) – Armando Ghitalla, tromba solista della Boston Symphony, ha fatto svoltare la mia vita di trombettista. Infatti, quando entrai da ragazzo al conservatorio mi cambiarono impostazione 2 volte, e non riuscivo più a suonare. Stavo per smettere, quando arrivò lui e mi rimise in carreggiata. Lo ringrazierò per tutta la vita. Dal punto di vista umano e musicale, Maynard Ferguson è stato il Numero Uno. Non potrò mai smettere di ringraziarlo, anche lui, per gli stimoli e l’ispirazione che mi ha dato ascoltando i suoi dischi e invitandomi così tante volte a suonare con la sua orchestra. Poi sono molti i trombettisti che mi hanno dato qualcosa musicalmente e umanamente: Arturo Sandoval, Jens Lindemann, Wayne Bergeron, Malcolm McNab, Jon Lewis, Gary Grant, Allen Vizzutti, Sergei Nakariakov, Doc Severinsen, ecc…… Ognuno di loro e molti altri, mi hanno fatto crescere umanamente e musicalmente, suonandoci insieme o anche ascoltandoli suonare dal vivo, o solo parlandoci insieme davanti a un bel pranzo… L’International Trumpet Guild 2008, al quale ho partecipato come solista, mi ha positivamente segnato in questo senso.
D) – E’ da poco uscito il tuo ultimo disco negli Stati Uniti vuoi dare ai visitatori di TrumpetClub qualche dettaglio su questo progetto musicale?
Andrea) – Ancora no! Uscirà tra poco! State in contatto con me tramite il mio sito! Non anticipo niente…sorpresa!
D) – Per concludere, puoi darci qualche buon consiglio per suonare meglio la tromba e migliorare l’estensione?
Andrea) – Studiate, studiate, studiate…… Ah, dimenticavo: e non è mai abbastanza…..
Ascolta Andrea Tofanelli in “Maynard Ferguson”
Vedi un paio di video da YouTube


Visita il sito internet www.andreatofanelli.com 
My space: http://www.myspace.com/andreatofanelli

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